Eduscopio: uno strumento strategico per comunicare il valore delle scuole

Con la pubblicazione delle classifiche Eduscopio 2024, torna puntuale uno strumento che è diventato sempre più importante per famiglie e studenti impegnati nella scelta della scuola superiore in Italia. 

Ma la classifica delle scuole curata dalla Fondazione Agnelli non è solo un riferimento per chi deve scegliere la scuola superiore. Anche le scuole possono usarla come un’opportunità di riflessione e comunicazione, se capaci di comprenderne a fondo le finalità, i limiti e il modo in cui i suoi dati possono essere integrati nella propria narrazione.

Prima di tutto però credo sia importante ricordare che la vera eccellenza educativa di una scuola non si misura esclusivamente con gli indicatori di performance scolastica. I risultati accademici, sebbene importanti, rappresentano la conseguenza di un percorso educativo che mette al centro la crescita personale e umana dello studente.

La Fondazione Agnelli ha sviluppato Eduscopio per rispondere a due esigenze fondamentali:

  • Orientare le famiglie e gli studenti, offrendo dati chiari e concreti sulla qualità della formazione scolastica e sulle opportunità che essa genera, ed è per questo che viene pubblicato tutti gli anni a Novembre in piena campagna iscrizioni e open day.
  • Stimolare le scuole a migliorarsi continuamente, favorendo una cultura del confronto trasparente e basato su indicatori oggettivi.

Quest’anno sono stati analizzati i dati di circa 1.347.000 diplomati italiani su un arco di tre anni scolastici (2018/19, 2019/20, 2020/21), valutando 8.150 indirizzi di studio in scuole statali e paritarie. I due indicatori chiave utilizzati per misurare l’efficacia delle scuole sono:

  • Preparazione universitaria: determinata attraverso la media dei voti e dei crediti universitari conseguiti dai diplomati.
  • Inserimento lavorativo: calcolato osservando la stabilità occupazionale entro due anni dal diploma per gli studenti degli istituti tecnici e professionali.

Pur essendo uno strumento prezioso, è bene ricordare che Eduscopio ha alcune limitazioni in quanto non tiene conto di 3 parametri importanti:

  • I percorsi non universitari: non analizza chi sceglie alternative come Accademie di Belle Arti, Conservatori o istituti tecnici superiori (ITS).
  • Gli studenti all’estero: non monitora chi prosegue gli studi o intraprende esperienze lavorative fuori dall’Italia, poiché si basa sui dati dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari (ANSU), limitati agli atenei italiani.
  • I percorsi di formazione regionale: non sono conteggiati gli studenti che intraprendono corsi di formazione professionale regionale.

Per le scuole, i risultati di Eduscopio possono diventare un elemento importante di analisi strategica, se integrati con altri indicatori come i risultati INVALSI e le certificazioni linguistiche/tecniche, possono infatti essere utilizzati nella strategia di comunicazione interna ed esterna per offrire una rappresentazione più autentica del valore di una scuola.

Per farlo occorre andare oltre il posizionamento in classifica e riflettere sui propri risultati:

  • Sono in crescita o in calo? 
  • Aiutano a identificare i punti di forza e di debolezza?
  • Quali opportunità emergono dal confronto con istituti dello stesso territorio o indirizzo?
  • Qual è il valore aggiunto che la scuola è in grado di esprimere? 

Partendo da questa riflessione Eduscopio può diventare quindi uno strumento importante di comunicazione esterna e interna.

Comunicazione Esterna

E’ bene pubblicare i risultati sui canali digitali della scuola (sito web, social media) e utilizzarli negli Open Day e durante le presentazioni insieme ai risultati di INVALSI, certificazioni linguistiche e tecniche per offrire una visione completa e oggettiva dell’offerta della scuola, aiutando gli utenti a contestualizzare e leggere il dato. 

Esempi:

“Il nostro liceo scientifico è tra i primi tre nella provincia per preparazione universitaria: il 90% dei diplomati completa il primo anno di università con successo.”

“Il nostro liceo classico è tra i primi tre nella provincia per preparazione universitaria a tutto campo: il 30% dei diplomati sceglie una facoltà umanistica e il 22% le facoltà scientifiche e mediche.”

“Il nostro istituto tecnico si conferma tra i migliori della regione per inserimento lavorativo: l’85% dei nostri diplomati trova un’occupazione stabile entro due anni dal diploma, anche grazie a un percorso che unisce formazione tecnica di qualità e solide collaborazioni con le imprese del territorio.“

Inoltre questi dati possono essere inseriti nel Bilancio di Missione e nel Bilancio Sociale contribuendo a mostrare una fotografia completa e trasparente della scuola e del suo posizionamento.

In quest’ottica non nasconderei i risultati meno brillanti, ma spiegherei come essi rappresentano un punto di partenza per il miglioramento.

Esempio:

“Il nostro tasso di occupazione è attualmente del 70%, ma grazie a nuove collaborazioni con aziende locali prevediamo di raggiungere l’85% entro i prossimi tre anni.”

Comunicazione Interna

I dati di Eduscopio possono offrire lo spunto per un’analisi condivisa tra i responsabili della scuola. Utilizzarli nei momenti di confronto e dialogo tra i dirigenti scolastici, il consiglio d’istituto e i gestori (nel caso delle scuole paritarie) può essere di aiuto a valutare le strategie attuate finora, identificare le priorità e pianificare azioni di miglioramento.

Condividere i dati con i docenti e coinvolgerli in momenti di lavoro dedicati può diventare inoltre uno stimolo per definire obiettivi comuni, come l’introduzione di nuove metodologie di insegnamento, programmi di orientamento universitario e lavorativo, percorsi mirati di formazione tecnica e tirocini e stage in azienda.

In conclusione, Eduscopio non è solo una classifica da temere o sfruttare. 

Usato con intelligenza, può diventare una leva per rafforzare la reputazione, costruire un dialogo trasparente con la comunità scolastica e ispirare fiducia nelle famiglie.

Integrare i suoi dati in una narrazione organica, autentica e mirata consente di trasformare i numeri in storie, rendendo tutte le attività di comunicazione interna e esterna momenti di vera connessione e valorizzazione di ciò che conta davvero: la persona, la sua crescita e il suo futuro.